TORTA DI NOCCIOLE SENZA FARINA

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La torta di nocciole senza farina è una vera protagonista della cucina piemontese.

Nasce neanche a dirlo tra le colline delle Langhe, dove cresce la nocciola tonda Piemonte IGP.
La torta di nocciole senza farina incontra poi semplici ingredienti uova e zucchero che esaltano il profumo della nocciola e la fragranza di questa torta.
Grazie all'assenza della farina poi la torta di nocciole senza farina è indicata anche per i celiaci.

Oltre ad essere molto gustosa la torta di nocciole senza farina è anche molto facile da fare.


Insomma dovete provarla, ecco la ricetta:

INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
200 gr nocciole tostate e tritate
200 gr zucchero
4 uova
un pizzico di sale

PROCEDIMENTO:
Dividere le uova in due contenitori capienti.
Montare i tuorli d'uovo con lo zucchero e un pizzico di sale, quindi aggiungervi le nocciole tritate.

A parte montare gli albumi a neve ben ferma, quindi incorporare delicatamente gli albumi al composto con le nocciole avendo cura di non farlo smontare.

Versare in una teglia precedentemente imburrata e infarinata e infornare a 180°C per 35\40 minuti.

L'abbinamento ideale per questa torta è ovviamente con un'altra ricetta tipica della cucina piemontese, lo zabaione anche se può essere gustata anche con del miele magari di rododendro, tipico delle Alpi piemontesi.

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LEPRE IN CIVET

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La lepre in civet è un piatto tipico della cucina piemontese, la caccia era molto praticata nel Piemonte dei Savoia le ricette per preparare la selvaggina fanno quindi parte della tradizione di questa regione.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE
1 lepre intera
1 rametto rosmarino
 2 bottiglie di vino rosso
 2 carote
 2 sedani
2 cipolla
2 spicchi di aglio
 2 foglie alloro
 4 bacche di ginepro
 6 chiodi di garofano
30 gr di burro
 50 gr di lardo olio
 extravergine di oliva

 LA PREPARAZIONE DELLA LEPRE IN CIVET:

 La lepre per il civet deve essere ben frollata e pulita.
Tagliare la lepre a pezzi, facendo attenzione a non rompere le ossa, e metterla in un contenitore capace. Aggiungere il vino rosso fino a ricoprirla bene, poi mettere le carota, il sedano, mezza cipolla, uno spicchio d’aglio, il rosmarino, l’alloro, i chiodi di garofano e il ginepro, e lasciare marinare per almeno una notte intera.

 Tagliare a cubettini piccoli cipolla, carota, sedano e aglio, con gli ingredienti rimasti, unendovi eventualmente il fegato della lepre tagliato molto sottile.
Mettere in una pentola e rosolare nel lardo e nel burro, con un po’ di olio, fino alla doratura della cipolla.
 Unire poi tutte i pezzi di lepre, e rosolare bene a fuoco vivo, spolverare con un po' di farina e continuare a rosolare.

Aggiungere poco per volta il liquido della marinata del civet, mescolando e abbassando leggermente il fuoco. Tirare la salsa fino ad ottenere un composto legato e cremoso che verserete sopra la lepre in civet servita calda.

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VITELLO TONNATO

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Il vitello tonnato è una ricetta tipica della cucina piemontese. La paternità di questa ricetta viene rivendicata soprattutto dalle città della "Provincia Granda", Cuneo e Alba.

Sembra che la ricetta tradizionale risalga al 1700-1800. Anche il grande chef italiano Pellegrino Artusi la inserì nel suo trattato di cucina "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene".

Esistono due varianti di questa ricetta, una tradizionale con le uova sode, che riporto qui sotto, e una più veloce e moderna con la maionese. Ma alla base del Vitello Tonnato ci sono sempre il tonno, le acciughe e i capperi.


INGREDIENTI per 6\8 persone:
- girello di vitello           kg 1
- tonno sott'olio            gr 300
- acciughe sotto sale    n 6
- capperi                         gr 30
- uova                             n 3
- vino bianco secco     n 1 bottiglia
- olio d'oliva
- aceto bianco
- alloro
- salvia
- sedano
- chiodi di garofano
- sale

PROCEDIMENTO:

Mettere marinare la polpa di vitello con il vino bianco. Unire 2 foglie di alloro, 3 chiodi di garofano e qualche foglia di salvia e il sedano tagliato. Lasciare la carne nel vino bianco per almeno ventiquattro ore. Durante questo tempo rigirare 2 o 3 volte.
Sistemare la carne in una pentola, versarvi, filtrandolo con un colino il vino dell'infusione e dell'acqua fino a coprire bene il pezzo di carne, salare e far bollire per circa 1 ora.
Unire poi le acciughe pulite e proseguire la cottura per altri 30 minuti. Il brodo dovrà ridursi a mezzo litro circa. Far bollire le uova finchè saranno sode.
Filtrare il brodo. Schiacciare attravero un setaccio le acciughe, il tonno e i tuorli d'uovo sodi, aggiugere i capperi tritati molto finemente, un cucchiaio di aceto bianco, succo di limone e mezzo bicchiere d'olio d'oliva. Mescolare accuratamente e diluire la salsa con poco brodo.
Quando sarà fredda affettare finemente la polpa di vitello, disporla su un piatto e ricoprirla con la salsa.

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TORTA DI CASTAGNE

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La castagna è un prodotto molto usato nella cucina piemontese del passato, prodotto povero, i castagni venivano coltivati soprattutto nel basso Piemonte. Proprio in queste terre vengono prodotti i famosi " marron glace" le castagne candite. La torta di castagne è facile da preparare ma molto gustosa.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
600 gr di castagne
200 gr di zucchero
100 gr di burro
100 gr di mandorle tritate
3 uova
sale
scorza di limone grattugiata


PREPARARE LA TORTA DI CASTAGNE:

Sbucciare e lessare le castagne in acqua poco salata, pelarle e passarle al passaverdure, raccogliendo la purea così ottenuta in un contenitore.

Sbattere i tuorli d'uovo con lo zucchero in un'altra terrina e, a parte, montare a neve gli albumi.

Unire ai tuorli il burro precedentemente ammorbidito, la scorza di limone, le mandorle e il passato di castagne, amalgamando bene.

Infine, unire lentamente gli albumi a neve e il sale.

 Imburrare e infarinare una tortiera, versarvi il composto e infornare a 180° c per 40' circa.

Servite la torta di castagne fredda accompagnata con miele di rododendro o zabaione.

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I SAVOIARDI

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Le origini dei biscotti savoiardi si perdono nel tempo, soprattutto perchè venivano preparati in molti posti diversi in italia e all'estero (basta pensare ai ladyfinger inglesi).

Tanti nomi ma un solo biscotto, semplice da realizzare, soffice utilizzato per tantissime ricette. I savoiardi, tipici biscotti della cucina piemontese, vengono impiegati nella preparazione del tiramisù  (dolce molto amato dal Conte di Cavour) e della zuppa inglese ma anche inzuppati nel latte da soli.

La storia dei savoiardi è quindi molto incerta, secondo la leggenda per accogliere il re di Francia in visita, Amedeo VI di Savoia  fece preparare dai cuochi di corte un biscotto particolare per far colpo sul Re. Siamo intorno alla metà del 1300 e da quel giorno i savoiardi si sarebbero diffusi in tutta Italia e in Europa grazie alle influenze di casa Savoia.
Se la storia dei savoiardi è abbastanza incerta sono invece molto sicuri la loro leggerezza e delicatezza.
I savoiardi sono la ricetta tipica della cucina piemontese che più di altre si è diffusa in Italia e nel mondo.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

150 gr di zucchero semolato
100 gr di farina 00
4 uova
50 gr di zucchero a velo
sale


PROCEDIMENTO

Sbattere e montare i tuorli  insieme a 80 g di zucchero semolato fino a ottenere un composto soffice e cremoso.
Unire un pizzico di sale e la farina setacciata, mescolando bene per amalgamare il tutto.
Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e 20 g di zucchero a velo, quindi unirli delicatamente al composto preparato precedentemente con i tuorli, mescolando piano per non smontarli.
Imburrare e infarinare leggermente una teglia da forno.
Mettere il composto dei savoiardi in un sac a poche con bocchetta liscia e dosare sulla teglia dei bastoncini lunghi circa 10 cm, ben distanziati tra loro per evitare che, gonfiandosi in cottura, si attacchino l’uno all’altro.

Mescolare lo zucchero semolato e lo zucchero a velo rimasti e ricoprire i savoiardi.
Lasciare riposare per 10 minuti, quindi ripetete l’operazione.

Infornare a 180 °C per 15-20 minuti, fino a quando i biscotti avranno assunto il classico colore dorato, quindi sfornarli, staccarli delicatamente dalla teglia e lasciarli raffreddare su una griglia.

Servire i savoiardi con la tradizionale crema zabaione, l'abbinamento classico dei salotti dell'aristocrazia di Torino dell'800.

RANE FRITTE

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Le rane fritte sono un piatto tipico del vercellese e novarese, zone ricche di canali per l'irrigazione delle risaie, habitat ideale per la riproduzione delle rane. Le rane fritte sono un piatto tipico della cucina piemontese povera che oggi si possono trovare in pochi ristoranti del vercellese.

Rane fritte

Ingredienti per 4 persone:

·2 Kg. di rane (oppure 100gr a testa di cosce di rane surgelate)
·olio
·cipolla
·aceto o limone
·sale
·pepe

Pulire le rane, privarle della testa, sventrarle e pulirle. Per maggior facilità si possono utilizzare le cosce delle rane già pulite e surgelate.
Lasciare le rane per undici dodici ore circa in acqua fresca, cambiandola di tanto in tanto.
Preparare la marinata, tritare le cipolle e il prezzemolo e metterle a bagno nell'olio con succo di limone sale e pepe.

Tagliarle a metà della schiena e alla punta delle zampe, piegare le zampe all'insù a croce sopra la schiena e metterle in una marinata con olio, cipolla prezzemolo, sugo di limone o aceto, sale e pepe. Asciugarle, infarinarle, e friggerle nell'olio bollente.

Sgocciolarle e servirle caldissime.

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CONIGLIO ALLA PIEMONTESE

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Il coniglio alla piemontese è una ricetta tipica della cucina piemontese, il sapore ricorda molto quello della bagna caoda.
Facile da preparare il coniglio alla piemontese è una ricetta saporita e gustosa.




INGREDIENTI PER 4 PERSONE


N 1 CONIGLIO
ACCIUGHE
1\2 LITRO LATTE
OLIO D'OLIVA


PROCEDIMENTO:
Infarinare leggermente il coniglio. Fare un battuto di aglio e cipolla e farlo rosolare nell'olio d'oliva a fuoco lento con le acciughe tagliate a pezzi. Aggiungere il coniglio tagliato a pezzi e farlo rosolare. Aggiungere il latte e fate cuocere per una ventina di minuti.

Il coniglio alla piemontese può essere servito con la polenta. Questa ricetta è facile da realizzare ed è un piatto tipico della cucina povera piemontese.

SUPA MITONA

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La supa mitonà ( si legge mitunà) è un piatto tipico del biellese. Per la sua composizione, con il pane raffermo era sicuramente utilizzata in passato per riutilizzare le eccedenze di pane. Con alcune varianti la supa mitonà è presente in molti luoghi del Piemonte e addirittura d'Italia.


INGREDIENTI PER 6 PERSONE:

12 fette pane raffermo
2 spicchi d'aglio
120 gr formaggio Bra stagionato
n 1 cavolo verza
100 gr lardo
1,5 lt brodo di carne
olio extravergine d’oliva

PROCEDIMENTO

Tagliare il pane raffermo a fette, farle tostare in forno, strofinare le fette di pane con l'aglio, poco olio e disporre le fette in una terrina di terracotta. Coprire con le foglie di cavolo e il lardo.

 Disporre un secondo strato di pane e formaggio, e bagnare a filo con il brodo di carne . Porre su fuoco leggero per portare a ebollizione il brodo e poi passare la terrina in forno caldo a 180°C per 40 minuti, quindi servire ben calda la supa mitunà.

La supa mitonà è un piatto tipico della cucina piemontese e ricorda molto la prima versione della zuppa dei valdesi che prima dell'invenzione dei grissini veniva fatta con il pane raffermo e le foglie di cavolo, in modo molto simile alla supa mitonà.

FESTIVAL DELLE SAGRE DI ASTI

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Appuntamento da non perdere per tutti gli amanti della cucina piemontese, il Festival delle sagre raddoppia.
La celebre manifestazione gastronomica che si tiene normalmente a settembre nel centro della città di Asti viene presentata nella sua versione invernale.

I gastronauti appassionati della cucina piemontese tradizionale possono scoprire i piatti tipici preparati dalle Pro-loco della provincia Astigiana, dalla bagna caoda agli agnolotti alla piemontese, dal fritto misto al bollito misto con le sue salsine.

Un evento da non perdere, dal 17 febbraio per 7 weekend, presso l'Enofila di Asti. Dove si potranno degustare i prodotti tipici del Piemonte un una cornice affascinante dove le 40 Proloco istalleranno i loro coreografici stand ispirati alla tradizione piemontese.

BACI DI DAMA

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Oggi scrivo un post goloso, ecco la ricetta per preparare uno dei dolci più famosi del Piemonte e della cucina piemontese, i baci di dama.

Baci di dama
By p.s.v. (Flickr: Baci di dama) [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons
I baci di dama sono una ricetta tipica della cucina piemontese, in particolare del Tortonese in provincia di Alessandria. Anche se sull'origine di questi dolci c'è una battaglia aperta tra chi sostiene la loro origine tortonese e chi invece li fa risalire a un'invenzione di un pasticcere di casa Savoia nel 1852.

Comunque la si pensi è vero che la provincia alessandrina ha una grande tradizione dolciaria sia per il cioccolato (Pernigotti, Novi ecc...) che per la pasticceria, potrebbe essere quindi tranquillamente la patria dei dei baci di dama.
Il nome di questi piccoli pasticcini sembra derivare dalla loro forma che richiamerebbe due labbra intente a baciare.

I baci di dama si possono realizzare con le nocciole o con le mandorle, recentemente vengono anche realizzati baci di dama al cioccolato aggiungendo il cacao nell'impasto.

DIFFICOLTA':FACILE



INGREDIENTI PER 30 BACI DI DAMA

100 gr di zucchero
100 gr di farina 00
100 g di burro ammorbidito
100 gr di nocciole
150 gr Cioccolato fondente

PROCEDIMENTO:

Tostare le nocciole in forno. Pelarle e lasciarle raffreddare. Mettere le nocciole nel mixer e tritarle fino ad ottenere una farina.

Ammorbidire il burro con una spatola quindi, sul tavolo infarinato mescolare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto ben amalgamato.

Formare delle palline del diametro di c.a. 1 cm. e disporle ben lontane su una teglia foderata con la carta da forno e schiacciandole leggermente da un lato.

Infornare i baci di dama a 150° gradi per circa 15-20 minuti. Lasciarli raffreddare completamente per evitare che si rompano.

Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Quando le "cupole" dei baci di dama saranno fredde immergerle una alla volta nel cioccolato fuso dalla parte piatta e unirla ad un altro biscotto sempre dalla parte piatta.

Lasciare raffreddare il cioccolato e servire i baci di dama.

Fatemi sapere se avete già assaggiato i baci di dama e se vi sono piaciuti.

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